Never Again


La Seconda Guerra mondiale è uno dei capitoli più neri dello scorso secolo. Le atrocità naziste durante tale guerra lasciano ancora oggi i loro indelebili segni. “Never Again” è un reportage fotografico sul campo di concentramento nazista di Dachau, nei pressi di Monaco di Baviera. “Never Again”, come recita il monumento commemorativo alle vittime del campo, per non ripetere “mai più” gli stessi errori.

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Note tecniche

Per la realizzazione del reportage ho scelto volutamente di abbandonare il digitale per tornare alle tradizionali macchine a pellicola caricate con film bianco e nero. Ho scelto la pellicola ILFORD HP5  PLUS (velocità nominale 400 ISO) esposta con una compensazione fissa di -1 stop recuperato allungando i tempi di sviluppo. Come chimico ho sceltoil MICROPHEN (della stessa ILFORD) in diluizione 1+1 per compensare la sottoesposizione senza eccedere nei contrasti. La digitalizzazione del negativo è stata fatta con uno scanner Minolta Dimage 5400 Elite alla risoluzione di 1350 dpi. I file ottenuti risultano piuttosto neutri, con ombre non troppo chiuse ed alte luci non bruciate. Qualora le ombre risultassero troppo chiuse, consiglio di aumentare la luminosità del monitor (nel mio monitor i files sono tonalmente giusti).

Il campo di concentramento nazista di Dachau

Dachau fu il primo campo di concentramento costruito dai nazisti e divenne pertanto il prototipo e il modello per gli altri campi che vennero in seguito costruiti in tutta Europa. Originariamente era stato destinato agli oppositori politici di Hitler: qui venivano internati coloro che non si erano subito adeguati all’ideologia nazista e dovevano essere rieducati tramite il lavoro duro, l’indottrinamento, le percosse. Solo in seguito divenne un campo di concentramento destinato ad ebrei, minoranze etniche “sgradite” e, naturalmente, anche – come in origine – oppositori politici. In totale, più di 200.000 prigionieri provenienti da 30 paesi vennero internati a Dachau. All’inizio del 1941, le sue strutture vennero adibite, oltre al lavoro coattivo, anche allo sterminio vero e proprio: circa 30.000 persone vennero uccise, mentre altre migliaia morirono di fame e di stenti a causa delle condizioni infernali del campo. All’inizio del 1945, un’epidemia di tifo costrinse all’evacuazione del campo, dato che gran parte dei prigionieri vi avevano trovato la morte. Il campo venne liberato dalla 45. Divisione di fanteria USA il 29 aprile 1945, e da allora per diversi anni venne utilizzato come residenza per i rifugiati. La liberazione di Dachau fu un duro colpo per l’opinione pubblica britannica e americana, non solo perché era il secondo campo di concentramento ad essere liberato dagli Alleati occidentali, ma anche, e soprattutto, perché fu il primo sito ad Ovest, nel quale si venne pienamente a conoscenza della reale brutalità nazista. [Fonte: Wikipedia]

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