Realizzare una storia fotografica


Una storia fotografica (chiamata anche portfolio) permette di raccontare ed interpretare un soggetto mediante un insieme di immagini eterogenee ed accumunate tra loro da un unico denominatore comune. Realizzare una storia fotografica permette al fotografo di esprimere diverse visioni dello stesso soggetto, visioni finalizzate al raggiungimento di un risultato creativo e narrativo di sicuro effetto e di sicuro impatto. Anche se, concettualmente parlando, ogni immagine dovrebbe narrare una storia a se stante, spesso risulta difficile esprimere un soggetto in maniera completa mediante un singolo scatto. Ritengo che una storia fotografica possa essere paragonata ad un libro. Ogni immagine rappresenta un capitolo. Ogni immagine ha una forza narrativa completa. Ogni immagine, integrandosi all’interno di un progetto più vasto, rafforza se stessa e l’insieme dove questa viene integrata. Realizzare una storia fotografica richiede però una progettualità concreta. Il fotografo deve conoscere a priori che immagini intende realizzare prima ancora di impugnare la fotocamera e scattare. Ne consegue quindi un concreto studio del soggetto approcciato secondo la sensibilità intrinseca di ogni fotografo. Gli approcci possono essere di diverso tipo, e sono funzione del soggetto da raccontare piuttosto che della finalità narrativa che si desidera realizzare. Tra le diverse finalità narrative possiamo distinguere:

  • Finalità DOCUMENTARIA utile per raccontare soggetti storici piuttosto che geografici (ad esempio, la mia galleria “Never Again”)
  • Finalità NARRATIVA quando si vuole raccontare una storia in particolare (particolarmente indicata per il soggetto umano)
  • Finalità TEMATICA quando un particolare tema narrativo accomuna tutte le immagini
  • Finalità ESTETICA quando ogni immagine interpreta il suo soggetto esaltandone le peculiarità estetiche
  • Finalità SPETTACOLARE quando è uno spettacolo di qualsiasi natura il tema portante della storia narrata

Una volta stabilita la finalità della nostra storia si passa alla progettazione vera e propria del lavoro andando a deciderne la struttura portante. Ogni buona storia fotografica può essere suddivisa in 3 macro elementi caratteristici ovvero:

  • INIZIO, contenente immagini forti che hanno lo scopo di attrarre ed incuriosire l’osservatore;
  • SVOLGIMENTO, contenente la quasi totalità delle immagini, ovvero la storia fotografica vera e propria;
  • FINE, contenente le immagini di chiusura che hanno lo scopo di lasciare nell’osservatore un ricordo forte dell’opera osservata.

A loro volta ogni macroparte della nostra storia fotografica deve contenere immagini complete, capaci di raccontare tanto anche prese singolarmente. Di ogni immagine il fotografo deve curare essenzialmente il contenuto narrativo che viene espresso in maniera più o meno valida scegliendo la costruzione compositiva che meglio si adatta alla situazione da riprendere. Superfluo dire che la tecnica deve essere la più corretta possibile. La parte più creativa della storia, quella che raggruppa il 90% delle immagini, è quella che viene definita svolgimento. E’ chiaramente la parte più soggettiva del lavoro a prescindere dalle finalità che ci siamo prefissati. In funzione della propria personale sensibilità, infatti, il lavoro assumerà connotati più narrativi o più emozionali. Sta al fotografo decidere dove posizionare l’ago della sua “bilancia emotiva”.

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