Comprendere il formato RAW


Per comprendere al meglio come il formato raw possa aiutare il fotografo ad ottenere il massimo dalla propria attrezzatura ho letto un interessantissimo articolo scritto da Bruce Fraser per la Adobe. Il titolo originale è RAW Capture, Linear Gamma and Exposure. Consiglio a chiunque di leggere quanto scritto da Bruce poichè ritengo che un approccio più consapevole nei confronti della tecnologia digitale permetta a chiunque di ottenere risultati tecnicamente ineccepibili. Qui sotto riporto l’articolo tradotto in lingua italiana. Cliccando QUI potrete invece accedere al file originale (in lingua inglese).

RAW Capture, Linear Gamma and Exposure

Forse la differenza più grande tra le riprese fatte su pellicola e le riprese digitali è il modo in cui i due mezzi rispondono alla sollecitazione della luce. La pellicola risponde allo stesso modo dei nostri occhi, il silicio del sensore no. Se siete intenzionati ad ignorare questa semplice differenza perché di scarso interesse, sappiate che, cosi facendo, perderete l’occasione di conoscere alcune importanti informazioni su come il silicio influenzi, o dovrebbe, il modo di esporre una immagine

Se esponete in digitale come se foste su pellicola per prima cosa rischierete di non sfruttare a pieno la gamma dinamica offerta dal vostro sensore e di avere una maggiore quantità di disturbo (rumore) alle basse luci. La pellicola ha una risposta alla luce simile al nostro occhio e cioè non lineare. Molti dei nostri sensi offrono una risposta non lineare per via di un meccanismo di “compressione“ che ci permette di recepire le informazioni esterne senza che esse sovraccarichino i nostri sensi. Se prendete in mano una pallina da golf e poi ne aggiungete un’altra non vi accorgerete che il peso è raddoppiato. Se si mettono due cucchiaini di zucchero nel caffè al posto di uno, non sentirete il caffè due volte più dolce. Se ascoltate il vostro stereo ad un certo volume e poi ne raddoppiate la potenza non sentirete due volte più forte. Se si raddoppia il numero di fotoni che raggiungono il vostro occhio, noterete un aumento della luminosità, ma non che la scena è due volte più luminosa. Questo meccanismo permette ai nostri sensi di reagire senza problemi ad un range infinito di stimoli. I nostri occhi possono passare dall’osservare una stanza buia ad osservare il sole senza che siano sovraccaricati sensorialmente. Questa differenza può raggiungere anche un fattore di differenza pari a 10’000 o più. Ma i sensori delle nostre fotocamere non seguono il comportamento dell’occhio umano. Essi registrano i fotoni (la luce) in maniera lineare. Al raddoppio del numero di fotoni che lo colpiscono, si ha un raddoppio del segnale in uscita.

Un’immagine RAW catturata in maniera lineare (senza interventi). Appare evidentemente molto scura, pur contenendo, al suo interno, tutte le informazioni necessarie. L’istogramma dell’immagine ci mostra che la maggior parte delle informazioni si trovano nella parte delle basse luci.

Questa è la curva gamma applicata. Dopo l’applicazione di questa curva l’istogramma ci mostrerà una più corretta distribuzione dell’informazione.

La stessa immagine con applicata la curva gamma di correzione mostrata sopra.

Questo significa che se una fotocamera usa 12 bits per convertire i fotoni catturata in 4096 livelli (2^12 = 4096), il livello 2048 rappresenterà la metà del numero di fotoni registrati al livello 4096. Questo è il significato della gamma lineare ovvero il livello ottenuto corrisponde esattamente al numero dei fotoni catturati.

La “registrazione lineare” comporta importanti conseguenze per l’esposizione. Se una macchina fotografica registra 6 stop di range dinamico, metà dei 4.096 livelli disponibili sono dediti allo stop più luminoso, la metà dei rimanenti (1.024 livelli) delineano lo stop seguente, metà dei restanti (512 livelli) descrivono il prossimo stop, e così’ via. Lo stop meno luminoso, quello che descrive le ombre più scure, è rappresentato soltanto da 64 livelli, come mostrato nelle immagini.

Cattura Lineare

Sottoesporre nel tentativo di mantenere i dettagli delle alte luci comporta il rischio di sprecare un sacco di bit che la fotocamera potrebbe catturare. Si rischia oltretutto di introdurre dell’inutile rumore nei mezzi toni e nelle ombre. Se sottoesponete nel tentativo di mantenere i dettagli delle alte luci vi e poi vi rendete conto che dovete schiarire le ombre otterrete, avendo a disposizione soltanto 64 livelli, un rumore esagerato ed un fastidiosissimo effetto posterizzazioneUna corretta esposizione è importantissima per il digitale cosi come lo è per la pellicola. Per il digitale però una corretta esposizione significa tenere le alte luci il più vicino possibile al limite destro dell’istogramma (alte luci) ma senza uscirne fuori (clipping). Molti fotografi chiamano questo “esporre a destra” proprio perché si tende a spostare il più possibile le alte luci sulla destra dell’istogramma. Si noti che l’istogramma della vostra macchina fotografica mostra l’istogramma della conversione in JPG della stessa operata dal software della vostra Relfex, la quale ha applicato delle impostazioni pre-programmate allo scopo di far apparire la foto “come se fosse” registrata su pellicola. Questo implica che molti istogrammi mostrano che le luci sono al limite mentre in verità non lo sono.

Adobe® Camera Raw

Sarei stato negligente se non avessi menzionato un dei migliori punti di forza di Adobe® Camera Raw in quest’area ovvero l’estesa capacità di recupero delle alte luci, quando lo slider “Esposizione” viene mosso verso valori negativi. Molti convertitori raw tralasciano le alte luci anche quando un sinogolo canale è in saturazione. Camera Raw esprime il massimo nel ricostruire il dettaglio delle alte luci anche da un singolo canale colore. In funzione del modello di fotocamera e dei settaggi della temperatura colore, è possibile recuperare oltre uno stop di dettaglio nelle alte luci anche se 1/3 di stop è il valore più tipico. Se si usa Camera Raw vale la pena di spendere del tempo realizzando dei test di esposizione mirati a comprendere quanto è possibile spingere verso destra l’esposizione senza rischiare di perdere delle informazioni.

Raw Capture, Linear Gamma and Exposure” è stato scritto da Bruce Fraser. E’ stato tratto dal suo libro “Raw Real World Camera“, pubblicato da Peachpit Press, nel mese di Agosto, 2004.


  • Trackback are closed
  • Commenti (0)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: